Un carisma mai visto
Brillante, ambizioso, dal travolgente eloquio. È ciò che commentatori, esperti e sostenitori dicono di Barack Obama.
Più che un caso politico si tratta di un caso mediatico, un uomo dalla biografia ideale per un film di Hollywood, adatto a incarnare l’epopea del sogno americano. È il primo presidente nero nella storia degli Stati Uniti d’America. E non è poca cosa.
L’infanzia
Barack Hussein Obama nasce il 4 agosto 1961 al Kapì Olani Hospital di Honolulu, nelle isole Hawaii, da Barack Hussein Obama Senior, studente universitario kenyota, e Ann Dunham, americana del Kansas bianca come il latte.
Il padre era nato sulle rive del lago Vittoria, in Kenia, da una famiglia di agricoltori.
Fu grazie ad un programma di scambio interculturale che aveva potuto trasferirsi alle Hawaii. La futura madre di Obama Ann, invece, viveva nel Kansas con la famiglia fino a quando i suoi genitori decisero di tentare la fortuna ai tropici e andarono ad abitare a Honolulu. E’ dunque alle Hawaii che Barack Obama Senior e Ann s’incontrarono e s’innamorarono tra le minacce dei parenti di lui, che avevano inviato lettere dal Kenya accusandolo di averli disonorati per essersi innamorato di una bianca.
Appena due anni dopo la nascita di Barack Obama jr. i genitori si separano prendendo strade diverse: il padre si iscrive all’università di Harvard, per poi scegliere di tornare in Kenya, dove morirà prematuramente in un incidente stradale nel 1982, rivedendo il figlio solo in un’occasione. La madre, invece, nel 1964 sposa il manager indonesiano Lolo Saetoro e porta il figlio a vivere a Giacarta, dove il giovane Obama frequenta le scuole elementari dai sei ai dieci anni. Qui nascerà anche la sorellastra del presidente Usa, Maya. In seguito anche il patrigno morirà nel 1993 lasciando la madre nuovamente vedova.
“quell’esperienza l’aveva segnato.
Bambini poveri in mezzo alla strada, troppo malati o troppo stanchi per
chiedere l’elemosina.
Guardie di vecchie ville che gettavano monete fuori dai cancelli,
solo per il gusto di vedere la gente che si buttava nel
traffico a raccoglierle”.
Mastrolilli
Quando compie 10 anni, Obama è mandato a Honolulu per ricevere un’istruzione migliore e viene cresciuto prima dai nonni materni, Madelyn e Stanley Dunham, poi dalla madre che li raggiunge in seguito.
“ Un bambino nero, in una famiglia bianca del Kansas,
che cresce sulle spiagge di Honolulu facendo surf.
È inevitabile che Barack fosse un po’ confuso”.
Mastrolilli
Gli anni dell’università e l’impegno politico
Dopo il liceo Obama si iscrive all’Occidental College di Honolulu, per poi trasferirsi definitivamente alla Columbia University di New York dove si laurea in Scienze Politiche con specializzazione in Relazioni Internazionali. Dopo la laurea lavora per un anno all’interno di una società economica, la Business International Corporation, per poi trasferirsi a Chicago dove assume la direzione di un progetto no-profit, il Developing Communities Project, che dava assistenza alle chiese locali per la realizzazione di programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri del South Side, il ghetto nero della città. La propensione alla politica la percepì proprio in quegli anni, a contatto con la grande città, con le contraddizioni sociali, stridenti e a volte inaccettabili.
Nel 1988 lascia Chicago dopo aver vinto una borsa di studio per la prestigiosa Università di Harvard, dove non solo si laureò con lode in legge, ma divenne il primo di direttore nero della rinomata rivista di legge “ Harvard Law Review”.
Dopo la laurea, Obama torna a Chicago per fare pratica in uno studio legale specializzato nelle cause per le vittime di discriminazione. Ed è qui che conosce la sua futura moglie: Michelle Robinson, avvocato associato presso lo stesso studio. La loro relazione iniziò con un pranzo di lavoro e poi con un incontro per l'organizzazione di comunità in cui lui per la prima volta fece colpo su di lei. Il primo appuntamento della coppia fu per vedere il film di Spike Lee[1] Do the Right Thing. Intanto Obama insegnava anche presso la Law School della University of Chicago.
Michelle e Obama si sposano nel 1992 nella Trinity United Church of Christ di Chicago, con cerimonia officiata dal noto reverendo Jeremiah Wright. Un passaggio chiave del suo discorso presso la Convention democratica del 2004, nonché il titolo del suo libro The Audacity of Hope, gli sono stati ispirati dai sermoni del reverendo Wright.
Dopo il matrimonio, Obama, si trasferisce definitivamente a Chicago con la moglie dove prende le redini del movimento “vote registration drive” nato per sensibilizzare gli elettori americani al voto e, parallelamente, come avvocato si occupa della difesa di alcune organizzazioni impegnate nella lotta per i diritti civili e di voto presso lo studio legale Miner, Barnhill & Galland.
È sempre il 1992 quando Obama si lancia nell’impegno politico: da il suo supporto a Bill Clinton nella sua campagna presidenziale, portandogli molti voti. Contemporaneamente favorisce l’elezione al Senato di Carol Moseley Brown, prima donna afroamericana a ricoprire il ruolo di senatrice.
Nel 1993 inizia ad insegnare Diritto Costituzionale presso la facoltà di legge dell’Università di Chicago, incarico che manterrà fino all’elezione nel Senato Federale nel 2004. Nel 1995 viene pubblicato il suo primo libro autobiografico Dreams of my father (I sogni di mio padre – pubblicato in Italia nel 2007), in cui racconta le difficoltà dell’infanzia, della perdita prematura del padre e della vita con i nonni ad Honolulu. Ma soprattutto racconta delle difficoltà di crescere come nero in una famiglia bianca che appartiene al ceto medio.
Nel 1996 un amico gli propone di candidarsi al Senato dell’ Illinois, e lui anche questa volta dice di si e vince. Così, quando il repubblicano Peter Fitzgerald annunciò che lasciava il seggio senatoriale nazionale dello Stato, Barack fu la scelta ovvia dell’opposizione.
Vinte le primarie, in pochi mesi si trasformò nella stella nascente del Partito Democratico. Avvia politiche in favore degli sgravi fiscali per le famiglie a basso reddito, mentre lavora su una legge per garantire ai meno abbienti l’assistenza sanitaria.
Intanto nel 1999 nasce la sua prima figlia, Malia. Divenuto ormai popolare a Chicago, nel 2000 si candida alle elezioni primarie del Partito Democratico, che devono scegliere il rappresentante al Congresso per l’Illinois. Questa volta viene sconfitto nettamente dall’avversario Bobby Rush, attivista anch’egli nella comunità afroamericana e membro in passato delle Pantere Nere. Dopo la disfatta Obama si dedica esclusivamente al lavoro nel Senato Statale, dando vita tra l’altro, ad una legge che obbliga le forze dell’ordine a registrare gli interrogatori dei criminali passibili di pena di morte.
Nel 2001 nasce la secondogenita di Michelle e Obama, Natasha, chiamata da tutti Sasha.
Obama ha utilizzato la sua vicenda personale per spronare la comunità afroamericana ad affrontare con coraggio questa piaga che affligge la metà dei 5,6 milioni di giovani neri americani.
Nel 2005 Obama, in un discorso nel South Side [2]di Chicago, il quartiere che lo ha visto crescere, afferma: “ è una cosa meravigliosa che vi siate sposati e che viviate con i vostri bambini, ma non sedetevi a guardare il canale dello sport per tutto il weekend.”
[1] Shelton Jackson Lee, soprannominato Spike (Atlanta, 20 marzo 1957), è un regista, sceneggiatore, attore, produttore cinematografico e scrittore statunitense. È inoltre insegnante di cinema alla New York University e un documentarista .È considerato il più celebre regista afroamericano.[2] I suoi film trattano temi politici e sociali, quali il razzismo, le relazioni interrazziali, la violenza e la droga.
[2] Il Southside di Chicago è una regione della città di Chicago, è una regione molto estesa ed è conosciuta tradizionalmente come il “quartiere nero” della città.
L’ascesa di Obama alla Casa Bianca
Ma l’ascesa di Obama si concretizzò nel 2004, quando viene eletto al Senato Federale. Da allora il giovane senatore, al momento l’unico nero a sedere su uno scanno così alto, ha prodotto 105 leggi.
Ha appoggiato provvedimenti a favore dell’ambiente ed è stato particolarmente rigido nei confronti dell’immigrazione clandestina. Inoltre, ha promosso azioni legislative per il ritiro dei soldati americani dall’Iraq.
La sua vittoria fu sostenuta da alcune importanti famiglie americane e da celebri quotidiani come il Chicago Tribune [1]e il Chicago Sun Time[2]. Quattro mesi dopo la sua elezione il Time , nelle sue celebri statistiche, lo dichiara uno dei 100 personaggi più influenti del mondo. Insignito di numerosi dottorati ad honorem, Obama si impone velocemente come uno tra i più popolari e amati politici statunitensi.
Tra le altre cose, inoltre, introduce con successo due iniziative di legge sulla rimozione delle armi di distruzione di massa e sulla limitazione delle mine anti-uomo.
Politico integerrimo e idealista, appoggia numerose iniziative per la trasparenza delle azioni politiche al Congresso, per la limitazione dei processi di lobbying e la loro limpidezza, per il risparmio energetico, contro il riscaldamento globale, e per la limitazione di emissioni di gas serra.
Voci su una possibile candidatura di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d’America, iniziano a circolare già dopo la sua elezione al Senato Federale, ma lui ne darà l’annuncio ufficiale soltanto il 10 febbraio 2007, nella piazza del Parlamento di Springfield, capitale dello stato dell’Illinois. Qui, aveva elencato il suo programma liberal che prevedeva il ritiro delle truppe dall’Iraq, drastiche riforme economiche e sociali e il rispetto dei diritti dell’uomo. In quella stessa piazza nel 1858, Lincoln[3], futuro unificatore dell’America, aveva ammonito: “ Una casa divisa non può restare in piedi”.
Da un punto di vista strettamente politico, Obama non è un democratico puro, il classico esponente liberal. Spesso, infatti, durante la corsa alla nomination democratica, la sua principale rivale Hilary Clinton lo ha ripetutamente superato a sinistra. Non è parso determinato come Hilary riguardo a certe questioni, ma alla fine l’ha spuntata lui, meno concreto ma più affascinante della Clinton.
Durante le primarie, quando la sua corsa stava assumendo le proporzioni di una maratona, il Foglio [4]commenta così l’evoluzione della sua campagna: “ Barack Obama sembra inarrestabile, ma comincia ad avere un problema potenzialmente serio; la sua appare sempre meno come una campagna politica per la presidenza degli Stati Uniti, ma sempre più come una rivoluzione spirituale, come dice lui stesso ‘per guarire le ferite del Paese”. La sua campagna è iniziata da numero due, da sfidante e principiante di fronte all’esperienza della Clinton e del repubblicano John McCain.
Il 4 novembre 2008, con una vittoria trionfale, Obama sconfigge il candidato repubblicano John McCain, diventando il 44° presidente degli Stati Uniti e primo afroamericano alla Casa Bianca della storia a ricoprire questa carica.
Dopo avere citato Abraham Lincoln, dell'Illinois come lui, il neo-eletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama lancia un appello all'unità di tutti gli americani. Davanti ai suoi sostenitori, Obama ha detto rivolgendosi anche ai repubblicani, con le parole dello stesso Lincoln, "non siamo nemici, ma amici", per poi aggiungere: "ascolterò la vostra voce, ho bisogno del vostro aiuto, sarò anche il vostro presidente".
Barack Obama ha dedicato alla famiglia la vittoria nella corsa alla Casa Bianca; alla moglie Michelle, amica e partner negli anni del matrimonio, e alla nonna Madalyn, che lo ha allevato e che è morta alla vigilia del voto che lo ha portato alla Casa Bianca. Alle figlie Sasha e Malia.
[1] Il Chicago Tribune è un quotidiano di Chicago, Illinois, United States, nonché la maggiore pubblicazione della Tribune Company. Autoproclamatosi "World's Greatest Newspaper" (da cui il nome di radio e televisione, WGN), il Chicago Tribune è il giornale principale dell'area metropolitana di Chicago e del Midwest degli Stati Uniti e l'ottavo quotidiano statunitense per diffusione.
[2] Il Chicago Sun-Times è il giornale storico di Chicago. Nel 1844 aveva il nome di Chicago Evening Journal.
[3] Abraham Lincoln (generalmente citato, nei testi in lingua italiana, come Abramo Lincoln; Hodgenville, 12 febbraio 1809 – Washington, 15 aprile 1865) è stato un politico statunitense. È stato il 16º Presidente degli Stati Uniti d'America, e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. È considerato sia dalla storiografia sia dall'opinione pubblica uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti. Fu il presidente che pose fine alla schiavitù, prima con la Proclamazione dell'Emancipazione (1863), che liberò gli schiavi negli Stati dell'Unione, e poi con la ratifica del Tredicesimo Emendamento della Costituzione Americana, con il quale nel 1865 la schiavitù venne abolita in tutti gli Stati Uniti. A Lincoln è riconosciuto il merito di aver allo stesso tempo preservato l'unità federale della nazione, sconfiggendo gli Stati Confederati d'America (favorevoli al mantenimento della schiavitù) nella Guerra di secessione americana.
[4] Il Foglio è un quotidiano a diffusione nazionale fondato nel 1996 da Giuliano Ferrara. Vende circa 20.000 copie al giorno. Il Foglio Quotidiano nasce il 30 gennaio 1996. Ha catturato l'attenzione per lo stile austero (è privo di fotografie e la foliazione è limitata a quattro pagine), ritagliandosi fin dall'inizio un pubblico di nicchia.

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